PALAZZO DEI PRIORI DI FERMO - CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI UN POLO MUSEALE UNICO

Progetto di concorso per la realizzazione di un polo museale unico nel Palazzo dei Priori di Fermo: restauro conservativo del monumento, adeguamento funzionale e accessibilità, con museo archeologico, quadreria, pinacoteca nella Sala dei Ritratti e spazi per allestimenti temporanei.

Il Palazzo dei Priori a Fermo è un monumento di grande rilevanza storica e architettonica, frutto di una serie pressoché continua di addizioni, anche di elevata qualità, che si leggono già nella sua configurazione planimetrica e altimetrica. Il progetto di concorso lo affronta con un approccio cauto e rigoroso, nella consapevolezza che ogni monumento, per vivere, deve essere usato, percorso e visitato, e deve quindi poter accogliere misurati adeguamenti funzionali, tecnologici e di sicurezza.

Il polo museale si sviluppa sull’intera altezza del palazzo: il museo archeologico ai livelli seminterrati e a quota strada, la quadreria al piano primo, la pinacoteca nella Sala dei Ritratti al piano secondo e gli allestimenti temporanei nel sottotetto. Accanto ai temi museali, il progetto affronta le questioni conservative – statiche, strutturali, geotecniche e idrogeologiche, dalle infiltrazioni all’umidità di risalita – e quelle dell’accessibilità e della sicurezza, in vista di una più ampia apertura del Palazzo al pubblico.

Il restauro delle superfici architettoniche e dei gruppi scultorei lapidei parte da un’accurata mappatura dei materiali e del degrado. A seconda dei casi sono previste pulitura preliminare con rimozione delle polveri, raccolta e catalogazione degli elementi instabili, pulitura definitiva, reincollaggio dei frammenti, consolidamento, protezione e trattamenti mirati biocidi, erbicidi e di stuccatura dei giunti, secondo la metodologia dell’Istituto Centrale del Restauro e nel rispetto delle “patine” del tempo. Completano il quadro la revisione del sistema di deflusso delle acque, delle impermeabilizzazioni e degli impianti; gli interventi sulle strutture murarie, in elevato e in fondazione, sono ristretti al minimo indispensabile.

A lavori ultimati il Palazzo dovrebbe presentarsi “antico” e al tempo stesso “nuovo”: pienamente riconoscibile nella sua identità, con modifiche contemporanee misurate e denunciate come tali. L’intera operazione è guidata da uno studio storico, diretto e indiretto, che distingue le parti più ricche di originalità da quelle alterate nel tempo.

Gruppo di progettazione: arch. Sergio Santin (capogruppo), prof. arch. Giovanni Carbonara, arch. Fernando Cristobal Cordero, arch. Enrico Magistretti, ing. Alfio Sajni, ing. Amedeo D’Apolito, arch. Valentina Agola. Collaboratore: Fabrizio Comizzoli.

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